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Parquet in Rovere: quali sono le caratteristiche, vantaggi e gli svantaggi?

dicembre 2, 2017

Il legno in Rovere è segno di eleganza e resistenza. Se queste caratteristiche si sposano con il parquet, allora, i locali di una abitazione divengono calorosi ed accoglienti.

Da dove proviene l’albero di Rovere?

Il Rovere viene classificato come una quercia caducifoglie di prima grandezza che appartiene alla famiglia delle Fagacee. Il Rovere viene anche chiamato quercia, farnia, leccio, cerro e quercia rossa.

Cresce nelle foreste temperate europee e asiatiche del vecchio continente, gran parte del rovere impiegato proviene sia della Francia sia dall’Europa Orientale (Ungheria, Croazia, Slovenia, Bosnia, ecc…).

In Italia lo si può trovare nelle vallate alpine e prealpine o nei boschi.

Albero di Rovere

Il Rovere è caratterizzato da un trono eretto, regolare, estremamente robusto e slanciato.

L’albero può raggiungere una altezza di 30-40 metri ed una età massima che varia dai 500 agli 800 anni.

Quali sono le caratteristiche del Legno di Rovere?

Il legno in Rovere è caratterizzato da una buona durezza e resistenza alle intemperie, anche se per effetto di queste può subire delle variazioni di dimensioni.

Presenta un colore stratificato dall’alburno giallastro al durame bruno e da raggi midollari (specchiature) che sono la caratteristica di questo legno.

Sezione orizzontale del tronco di Rovere

Il durame costituisce la parte più longeva del legno ed è capace di resistere alle peggiori situazioni climatiche o all’azione dell’usura.

E’ un albero caratterizzato da una lunga vita e la crescita del Rovere ed il raggiungimento della sua maturità, ne segnano le caratteristiche e le proprietà del legno stesso. E’ possibile avere due differenti processi di crescita:

  • Accrescimento molto veloce, che ne caratterizza la densità, la resistenza e la durevolezza del legno, al punto da renderlo molto duro da lavorare;
  • Accrescimento molto lento, sinonimo di tenerezza e leggerezza, caratteristiche che lo rendono molto facile da lavorare.

Le caratteristiche meccaniche del Rovere sono da ricondursi alle seguenti:

  • Ottima resistenza alla compressione e alla flessione;
  • Ottima resistenza agli attacchi di funghi e muffe;
  • Invecchiamento molto lento.

Dove va impiegato il legno in Rovere?

Sin dal ‘200 il legno in rovere viene impiegato per la realizzazione di mobili di alto pregio e di lunghissima resistenza.

Questa sua fama lo rende come legno scelto per diversi impieghi, soprattutto nella fabbricazione di mobili, per la costruzione di navi, botti per l’invecchiamento di vini, ma ha anche dato un notevole input al settore edilizio.

L’impiego del rovere in questo campo non interessa unicamente la realizzazione delle strutture portanti, ma anche anche per la costruzione di interi e parquet.

Quali sono i pro e i contro di un parquet i rovere?

Il rovere è sicuramente un legno pregiato e molto resistente, ma è bene analizzare quali sono i vantaggi e gli svantaggi che si incontrano nella scelta del rovere.

In particolar modo quando si sceglie il legno di rovere per le pavimentazioni: quando lo si sceglie è bene tener conto delle peculiarità del materiali, quali resistenza, durevolezza, capacità di assorbire l’umidità.

Quali sono i vantaggi?

Il parquet in rovere è senza dubbio uno dei più eleganti, piacevole alla vista, capace di trasmettere sensazioni di calore e accoglienza, proprio per questo viene impiegato in pavimentazioni di ambienti molto intimi come camere da letto, ma anche in locali come salotti e mansarde.

Pavimentazione di una sala da pranzo con parquet in Rovere

Il rovere è estremamente robusto ed è capace di resistere nel tempo all’usura, dunque il costo iniziare, sicuramente più elevato rispetto ad altre tipologie di parquet, viene ammortizzato nel tempo, perché il rovere è garanzia di qualità e massima resistenza.

La scelta del parquet in rovere  è in grado di accontentare tutte le esigenze, perché possiede una gamma di colori e sfumature.

Quali sono gli svantaggi?

Il parquet in rovere è costoso, anche se la sua durevolezza e ottima qualità possono essere ammortizzati nel tempo.

E’ bene sottolineare come in tutti i casi di parquet che questo può essere soggetto ad ammaccature e graffi. Anche la presenza di mobili più pesanti concentrati in una parte specifica della pavimentazione possono causare deformazioni del legno più duro e resistente.

Esistono trattamenti che servono proprio per rinforzare i pavimenti e tutelare il legno da eventuali incidenti.

Il parquet in rovere, come molti parquet se esposto continuamente ai raggi solari è facile l’ossidazione, dunque il cambiamento di colore. Il legno tende a modificarsi leggermente se esposto alla luce.

In fase di campionatura il parquet può risultare differente rispetto al momento dell’acquisto.

Parquet in Rovere

Il rovere naturale, come gran parte dell’essenze legnose, è caratterizzato da un aspetto unico e originale, derivante dalle caratteristiche climatiche e mineralogiche del luogo di provenienza della pianta, dal suo punto di prelievo del legno per la realizzazione delle tavole e dall’orientamento del tronco.

 

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Come scegliere la tua vasca da bagno: i consigli utili da cui iniziare

novembre 12, 2017

Come scegliere la vasca da bagno

La vasca da bagno è senza dubbio la protagonista indiscussa dei nostri bagni: come sceglierla nel modo più appropriato affinché si inserisca al meglio nell’ambiente circostante?

Le vasca da bagno sono senza dubbio le protagoniste dei nostri bagni più chic, e sono un must have per tutti coloro che non sanno rinunciare a piacevoli momenti di relax fra le mura domestiche. La scelta del modello, però, non dovrà essere così azzardata, anzi sono molteplici i fattori da tenere in considerazione prima dell’acquisto.

Se devi scegliere la tua nuova vasca da bagno ecco una breve guida che puoi seguire che faciliterà la tua decisione finale, continua la lettura ed individuerai il modello giusto per te.

Quale forma e quali dimensioni?

Quanto è grande il bagno della tua casa? E’ la prima domanda da porsi. In base alle dimensioni dell’ambiente dovrai valutare la tipologia di vasca da bagno ideale, in un bagno spazioso la scelta dei modelli sarà più ampia, mentre in un un bagno con ambienti più piccoli le dimensioni della tua vasca dovranno commisurarsi alla dimensione del bagno stesso.

Ti troverai quindi a dover scegliere fra diversi tipi di vasca da bagno, a tal scopo entrano in gioco elementi come lo spazio ed il proprio giusto personale. Nel caso di un bagno di piccole dimensioni, ad esempio, la scelta sarà ovviamente più limitata.

Il consiglio è quindi di scegliere una vasca più compatta o quadrata, di modo da occupare il meno spazio possibile. E’ possibile comunque scegliere anche una vasca rettangolare o a semicerchio da collocare a ridosso di una parete allo scopo di ottimizzare al meglio gli spazi messi a disposizione nella stanza creando meno ingombro possibile.

Scegliendo una mini vasca potresti optare per un gusto retrò: avrai l’imbarazzo della scelta fra le varie forme di ristrette disponibili, con piedini rialzati e rubinetto compreso; le opzioni di vasche da bagno di design di dimensioni ridotta sono molteplici, colorate e con linee molto particolare.

Se invece hai a disposizione un bagno di medie/grandi dimensioni puoi optare per una vasca da bagno angolare. In questo caso impegnerai due pareti e avrai bisogno di una maggiore spazio con la possibilità di scegliere i modelli più profondi per poterti godere lunghi e rilassanti bagni caldi. Le dimensioni più diffuse per questa tipologia di vasche vanno dai 130 x 30 cm sino ai 160 x 160 cm.

Se invece hai sempre sognato una vasca da bagno rotonda da posizionare al centro della stanza, il tuo desiderio potrebbe diventare realtà se le dimensioni e la forma del tuo bagno lo consentono; lo stesso vale per la scelta di una vasca da bagno freestanding di ampie dimensioni, si tratta di un modello progettato per essere posizionato in maniera assolutamente autonoma ed indipendente.

Per chi ama le vasche il culmine della felicità lo si potrebbe raggiungere con una vasca da bagno con idromassaggio: si avrà quindi non solo un bel bagno caldo, ma anche la possibilità di rilassarsi e farsi coccolare da un bel massaggio. Questa possibilità è valida non solo per le vasche da bagno di grandi dimensioni, ma anche per quelle piccole e rettangolari.

vasca da bagno centrale

Quali sono i materiali più indicati?

I materiali con cui vengono realizzate le vasche da bagno sono molteplici.

Quelli più comuni sono sicuramente il metacrilato o acrilico per le caratteristiche di resistenza e leggerezza nonché per l’estrema facilità di lavorazione. Ci sono inoltre le vasche da bagno in legno conosciute soprattutto per l’effetto rilassante e terapeutico, è stato infatti dimostrato che le vasche in legno di ginepro sono in grado di disintossicare il corpo ed di rilassare il sistema nervoso.

Se si parla di design ed innovazione troviamo sicuramente il vetro, un materiale estremamente elegante e senza tempo. Il marmo invece è indicato a chi ama le suggestive atmosfere dei bagni imperiali, in alternativa è possibile aggiungere dettagli in rame o i pelle per rendere la propria vasca unica.

E’ possibile scegliere fra i seguenti materiali:

  • Ghisa: un materiale che si distingue per la resistenza e per le proprietà isolanti, per questo si presenta come un materiale pesante e difficile da lavorare, offrendo una gamma ristretta per quel che riguarda i modelli ed il design.
  • Acrilico: si tratta di un materiale molto utilizzato, resistente e leggero, semplice da lavorare, inoltre le vasche realizzate in matacrilato e acrilico sono antiscivolo;
  • Acciaio smaltato: materiale dalla spiccata resistenza, ma non isolante ed antiscivolo come l’acrilico;
  • Legno: molto diffusa nella sua variante in ginepro. Nota per le sue proprietà benefiche. Si tratta di una scelta molto particolare che si adatta ad uno stile rustico come quello di una casa di montagna, ma anche ad un arredamento moderno e minimal come nel caso di un legno lavorato e dalle linee essenziali e pulite;
  • Vetro: una scelta molto particolare e molto elegante che potrai utilizzare per dare un tocco raffinato al tuo bagno ed allo stesso tempo originale; è però un amteriale soggetto a graffi e con il quale bisogna essere particolarmente attenti;
  • Marmo: il marmo rappresenta uno dei materiali più classici, tipico degli arredamenti importanti che si contraddistinguono per le scelte di gusto sfarzoso.

vasca da bagno angolare

Vasca da bagno con doccia incorporata?

Per gli indecisi che non vogliono rinunciare al possibile relax della vasca, ma vogliono anche la praticità di una doccia, esistono anche le vasche da bagno con doccia.

Anche in questo caso le soluzioni non mancano, è possibile scegliere fra quelle in cui alla vasca viene aggiunto un solo pannello doccia da far partire dalla parete e da far fissare al borso vasca, oppure tra più pannelli che la ricoprano in tutta la sua lunghezza.

Si può poi scegliere anche di fissare una vera e propria struttura con porte, anche scorrevoli, soprattutto se lo spazio a disposizione non è molto.

Puoi scegliere anche una soluzione con vasca da bagno e doccia combinate in cui inserire una porta frontale o laterale che permetta di poterne usufruire agevolmente, soluzione utilissima in presenza di anziani o persone con difficoltà motorie.

Hai ancora dubbi o hai bisogno di un consiglio? Contattaci o vieni a trovarci nel nostro Showroom

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Guida completa alla scelta del miglior impermeabilizzante: scopriamo tutti i vantaggi derivanti dall’applicazione di un impermeabilizzante per la tua terrazza, il tuo balcone o le tue coperture

novembre 4, 2017

Guida completa alla scelta del miglior impermeabilizzante: scopriamo tutti i vantaggi derivanti dall'applicazione di un impermeabilizzante per la tua terrazza, il tuo balcone o le tue coperture

Con l’arrivo dell’Autunno aumentano i problemi derivanti dalle infiltrazioni che se non vengono risolti per tempo possono causare anche danni permanenti ed importanti alle strutture

Generalmente le infiltrazioni sono dovute a problemi dello strato impermeabilizzante della copertura; per questo occorre, sempre, scegliere l’impermeabilizzante migliore, sia nel caso si agisca su strutture esistenti, sia nel caso di nuove costruzioni.

Come scegliere il miglior impermeabilizzante?

L’impermeabilizzante server ad impedire il passaggio dell’acqua negli strati sottostanti e generalmente deve essere posizionato dopo l’isolante termico (fra il massetto pendente e l’eventuale barriera anti-vapore) e prima del rivestimento superiore.

Le sollecitazioni dinamiche e fisiche a cui sono sottoposte le strutture impermeabilizzanti (coperture, terrazzi, balconi, ecc…) implicano che lo strato impermeabilizzante deve possedere elevate caratteristiche prestazionali in quanto deve garantire non solo l’impermeabilità, ma anche aumentare la durabilità della struttura assecondandola nelle sue deformazioni.

Se si agisce su strutture esistenti è necessario innanzitutto lo stato di conservazione dei supporti esistenti, valutare le resistenze meccaniche di pavimentazione e massetto, eventuale esistenza di avvallamenti e verifica delle corrette pendenza.

Solo a seguito delle verifiche si può decidere il tipo di intervento che si andrà ad effettuare: impermeabilizzazione in sovrapposizione alla pavimentazione esistente, impermeabilizzazione a seguito della rimozione della pavimentazione esistente o demolizione della pavimentazione e del massetto con un ripristino totale.

Nell’opera di impermeabilizzazione è importante più che in altri settori, non trascurare la posa che deve essere meticolosa: garantire la continuità anche in punti ove attacchi la ringhiera, ecc…

Se si agisce su edifici pre-esistenti la scelta dell’impermeabilizzante dipende molto anche dalle caratteristiche originarie del manufatto e dello strato su cui si andrà ad agire. La scelta può dipende anche dal tipo di incollaggio: esistono membrane che possono essere incollate sullo strato sottostante; in quel caso bisogna agire sui massetti stagionati, ovvero che siano immuni da ritiro in quanto in quel caso potrebbero provocare delle lesioni all’impermeabilizzante. Se si utilizza un incollaggio a fiamma bisogna verificare che il materiale sottostante non si rovini al getto del calore.

Quali sono i metodi di impermeabilizzazione per coperture?

Esistono diverse tipologie di impermeabilizzante per coperture, analizziamone i vantaggi e le applicazioni per ogni metodo:

Membrane prefabbricate bituminose

Questo tipo di membrane sono utilizzate per l’impermeabilizzazione di terrazzi e coperture, sono in particolare derivanti dalla distillazione del petrolio. Generalmente sono prefabbricate (vengono vendute in rotoli), sono spesso provviste di armatura (velo vetro, rete in vetro tessuto, poliestere non tessuto, ecc…) e necessitano di protezione superficiale, data in genere dalla pavimentazione, o dalla ghiaia, che viene realizzata al di sopra.

Le membrane bituminose hanno in genere una buona resistenza meccanica e un elevato allungamento a rottura (utile soprattutto in caso di ritiro dimensionale del materiale su cui è posto in aderenza). Sono generalmente molto spesse (non meno di 4mm) il che permette una elevata calpestabilità dello strato.

La posa in opera è molto semplice considerando che sono dei fogli prefabbricati e non sono necessari accessori e fissaggi costosi, che fra l’altro nel caso di foratura del manto impermeabile produrrebbe parti a rischio d’entrata d’acqua. La possibilità di incollaggio in totale aderenza, attraverso l’uso di fiamme libere (o in alcuni casi attraverso uno strato adesivo), limita il passaggio dell’acqua in caso di perdite e ne facilità la rintracciabilità.

Queste membrane sono più durevoli nel tempo e di facile manutenzione: basta semplicemente rinnovare il vecchio manto incollandoci sopra il nuovo manto: lo strato risulterà ancor più performante del precedente perché più spesso.

Vantaggi:

  • Elevata resistenza maccanica;
  • Posa a secco;
  • Durata elevata;
  • Adesione elevata;
  • Ottima lavorabilità;
  • Elevata calpestabilità.

Aspetti da considerare

Durante la posa a caldo, specie durante la “sfiammatura” può accadere che vengano emessi dei gas e vapori che possono essere molto pericolosi se inalati, inoltre i materiali delle membrane non sono biodegradabili e pertanto sono durevoli nell’ambiente.

Applicazioni

Particolarmente indicata per coperture caplestabili e non, per nuove costruzioni o ristrutturazioni o per tetti verdi, ma anche per le fondazioni. Nel caso di posa con “sfiammatura” considerare se il tipo di strato al di sotto della guaina (isolante ecc…) sia in grado di resistere alle alte temperature.

Membrane prefabbricate polimeriche

Una membrana polimerica è un manto impermeabile in cui non è presente il bitume o è presente in minima parte (meno del 50%). Sono meno diffuse rispetto a quelle bituminose e sono commercializzate in teli arrotolati. Si dividono in base alla loro composizione, ovvero in base al polimero principale di cui sono state costituite. Possono essere armate o meno con differenze nella calpestabilità.

Hanno generalmente una ottima elasticità che permette alle membrane di assorbire forti escursioni termiche e di sopportare i piccoli movimenti ed assestamenti che dovessero esserci tra il supporto ed il pavimento.

La posa è facile, ma è necessario prestare molta attenzione all’incompatibilità chimica da contatto con alcuni materiali come bitume, asfalti e catrame, solventi, oli e prodotti con idrocarburi, solventi, ecc…

Vantaggi

  • Buona resistenza meccanica;
  • Ottima elasticità;
  • Posa a secco;
  • Durata elevata;
  • Adesione elevata;
  • Possibile calpestabilità.

Aspetti da considerare

Nella fase di posa in opera non può essere adoperata con tutti gli strati esistenti in quanto è incompatibile con alcuni materiali o solventi. E’, inoltre, poco resistente ai raggi UV. Essendo un prefabbricato può presentare problemi derivanti dalla posa in punti critici dell coperture.

Applicazioni

E’ indicata per applicazioni di coperture (calpestabili e non) piane ed inclinate, per nuove costruzioni o ristrutturazioni. In base ad alcune varianti possono essere adoperate anche per tetti verdi, per fondazioni e muri contro terra. Generalmente necessitano di uno strato protettivo o di un rivestimento.

Membrane autoadesive

Le guaine adesive, bituminose e non, hanno la caratteristica di posarsi con una semplice pressione a temperatura ambiente senza la necessità di una fiamma. Di conseguenza è un sistema a freddo in cui la posa avviene con modalità e precauzioni simili a quelle delle membrane con incollaggio a caldo e per assicurare la tenuta nelle giunzioni laterali e di testa vengono utilizzati appositi apparecchi ad aria calda senza fiamma e attrezzi specifici dedicati al sistema.

Vantaggi

  • Rischio di scivolamento ridotto al minimo;
  • Efficace nel lungo periodo;
  • Ottima adesione al supporto;
  • Applicazione a freddo;
  • Facilità di messa in opera;
  • Flessibile, resiste ai movimenti di assestamento e ritiro della struttura;
  • Spessore controllato.

Aspetti da considerare

Tutte le superfici da impermeabilizzare devono essere regolari e quindi senza protuberanze o concavità, bisognerà adottare particolari accorgimenti nel caso di punti critici ed in corrispondenza di tubature passanti.

Applicazioni

E’ indicata per applicazioni su terrazzi e coperture calpestabili e non per nuove costruzioni o ristrutturazioni. Indicata in particolar modo nei luoghi dove non è possibile far uso di fiamme libere.

Membrane auto-protette e ardesiate

Le membrane auto protette sono quelle in cui cui lo strato impermeabile viene lasciato a vista, ovvero esposto ad agenti atmosferici. Sono resistenti ai raggi UV in quanto composte da un manto superficiale capace di proteggere la membrana. Lo strato di protezione può essere ardesiato con lamiere di rame alluminio. Quelle rivestite in rame o alluminio sono più costose ma non sono soggette ad usura a differenza di quanto accade con quelle ardesiate.

Vantaggi

  • Autoprotetta;
  • Riduce l’assorbimento del calore;
  • Applicazione a freddo;
  • Facilità di messa in opera;
  • Spessore Controllato;
  • Copertura a vista.

Aspetti da considerare

Non sempre è calpestabile e può risentire dell’usura nel tempo.

Applicazioni

E’ indicata per l’impermeabilizzazione di coperture non calpestabili, per nuove costruzioni o ristrutturazioni. Tale impermeabilizzazione è adatta soprattutto a strutture in legno, coperture deck, recupero di coperture storico-artistiche e dove non si voglia mettere un ulteriore rivestimento.

Teli protettivi e traspiranti per sottotetti

I teli traspiranti sono impermeabilizzanti e creano una barriera protettiva contro il passaggio dell’acqua grazie alla loro permeabilità, permettono una naturale circolazione dell’aria e consentono di mantenere asciutta la struttura.

Il telo è generalmente in tessuto con strato impermeabile altamente traspirante per posa su superfici rigide. Il fissaggio può avvenire con chiodi a testa piana larga o graffetta spara punti. Può essere posato su un supporto in legno o direttamente a contatto con l’isolamento termico, è stabile anche in tetti a bassa pendenza.

Vantaggi

  • Traspirante;
  • Impermeabile all’acqua, ma permeabile al vapore;
  • Buona resistenza meccanica;
  • Resistenza allo strappo;
  • Versatile e facile da utilizzare.

Aspetti da considerare

Non è adatto a tutte le superfici e generalmente non è calpestabile. Bisogna fare particolare attenzione nei punti di fissaggio meccanico.

Applicazioni

E’ particolarmente indicata per l’impermeabilizzazione di sottotetti, strutture a falda inclinata, tetti ventilati o tetti in legno.

Impermeabilizzazioni liquide

A differenza delle membrane prefabbricate le impermeabilizzazioni liquide permettono una maggiore versatilità in quanto l’applicazione è più comoda ed è possibile agire su tutta la superficie. Sono altamente resistenti ai ristagni d’acqua, raggi UV, intemperie, gelo e disgelo.

E’ possibile applicarla direttamente su balconi e terrazza, anche se già piastrellati, senza rimuovere la vecchia abitazione, realizzando un pacchetto impermeabilizzante-adesivo-piastrella generalmente non superiore a 15 mm. Tale guaina si applica con un rullo o pennello e si caratterizza per una totale assenza di giunture, saldature e sormontazioni.

Vantaggi

  • Facilità e rapidità di applicazione;
  • Ottima versatilità;
  • Spessori contenuti;
  • Economicamente vantaggioso;
  • Stabile ai raggi UV e resistente all’ingiallimento;
  • Resistente agli agenti atmosferisci da – 30°C a +80°C;
  • Facilmente pulibile;
  • Resistente a sostanze alcaline ed agenti chimici;
  • Calpestabile.

Aspetti da considerare

Nella fase di posa è necessario considerare quali substrati sono idonei (pietre naturali, vetro, vetrocemento, policarbonato, ecc…).

Applicazioni

Per l’impermeabilizzazione e la protezione di balconi, terrazze, lucernari e coperture in generale. Particolarmente indicata per interventi di ristrutturazione in cui non si può / non si vuole rimuovere la pavimentazione esistente. E’ utilizzata anche per l’impermeabilizzazione di interni.

Prodotti impermeabilizzanti a base cementizia

Particolare forma di impermeabilizzanti protettivi formulati sottoforma di malta con composto elastomerici che permettono al preparato di deformarsi senza per questo distaccarsi. Vengono utilizzati per le superfici in calcestruzzo.

Vantaggi

  • Maturazione rapida;
  • Efficace manutenzione su sottofondi stagionati anche parzialmente umidi;
  • Idoneo al contatto con acque portatili;
  • Perfetta aderenza a diversi tipi di supporto;
  • Basso impatto ambientale;
  • Calpestabile.

Aspetti da considerare

Sistema ad umido che necessita di un tempo di maturazione.

Applicazioni

Particolarmente indicato per impermeabilizzare balconi, terrazze, cornici, grondaie in cemento, fioriere e pozzetti.

Sistemi impermeabilizzanti accoppiati e termoisolanti

Esistono dei sistemi di impermeabilizzanti che fungono anche da isolamento termico grazie all’ottima tenuta all’aria e all’acqua.

Vantaggi

  • Elevate prestazioni di isolamento termico;
  • Perfetta aderenza;
  • Prodotto su misura;
  • Assenza di sfridi;
  • Rapidità di posa.

Applicazioni

Ideali per l’isolamento di tetti, sottotetti, pareti verticali e pavimenti non calpestabili.

Non hai individuato l’impermeabilizzante che fa al tuo caso? Non preoccuparti siamo qui per aiutarti e consigliarti!
Puoi chiamarci al +39 080 374 7057 o vieni a trovarci nel nostro Showroom

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Come pulire le fughe dei pavimenti?

ottobre 29, 2017

Lavare il pavimento regolarmente non ti assicura che le fughe fra le piastrelle non si anneriscano, ma con un po’ di tempo ed olio di gomito potresti renderle splendenti come quando le hai installate la prima volta!

Come pulire le fughe dei pavimenti?

Cosa ti serve per pulire le fughe dei pavimenti?

  • Guanti. In modo da evitare che la vostra pelle sia a contatto con prodotti aggressivi come la candeggina;
  • Una spazzola o un vecchio spazzolino. Per applicare il prodotto o grattar via lo sporco incrostato;
  • Vernice per le fughe. Se pulire risulta impossibile o troppo faticoso, in commercio ci sono diversi prodotti adatti allo scopo.
  • Candeggina o Anti-calcare. La candeggina può essere utilizzata per pulire le fughe o se si tratta di piastrelle del bagno un normalissimo prodotto anti-calcare. E’ importante che quando si effettuano questi lavori si operi con la finestra aperta di modo da evitare inalazioni degli odori derivanti dall’uso dei prodotti, che possono essere estremamente dannosi;
  • Bicarbonato di Sodio e Acqua Tiepida. Se preferite utilizzare prodotti naturali;
  • Pulitore a Vapore. Se avete un apparecchio a vapore dotato di pistola può essere particolarmente utile quando si tratta di pulire le vie di fuga del pavimento. Il vapore disinfetta le fessure e la pressione aiuta a staccare lo sporco incrostato. E’ sempre consigliabile indossare un abbigliamento adeguato al lavoro, in quanto il vapore può raggiungere temperature molto elevate.

Come posso avvantaggiarmi nella pulizia delle fughe dei pavimenti?

  • Lavare regolarmente il pavimento per evitare che lo sporco si incrosti. Evitare di lasciare residui sulle piastrelle che potrebbero portare all’annerimento precoce delle fughe. Per quanto riguarda le piastrelle del bagno è sempre indicato risciacquarle con cura dopo ogni doccia per eliminare i resti di sapone;
  • Siate metodici. Se iniziate a pulire le fughe da un angolo e continuate orizzontalmente, continuate allo stesso modo per la fila successiva, in questo modo eviterete di calpestare le parti appena pulite, non sporcherete il pavimento e non dimenticherete di pulire una o più fughe;
  • Assicuratevi che il grasso non sporchi il vostro pavimento. Se avete piastrelle in tutta la casa, chiudete la porta della cucina mentre cucinate di modo da evitare che il grasso ed il fumo sporchino i pavimenti delle altre stanze.

Come pulire le fughe del pavimento?

  • Vernice per le fughe
    Lavate il prodotto normalmente e, una volta asciutto, applicate il prodotto sulle fughe seguendo le istruzioni riportate nell’etichetta del prodotto. Indossate i guanti in gomma per proteggere la vostra pelle e assicuratevi sempre che l’ambiente in cui lavorate sia sempre ben ventilato.
  • Candeggina

    1. Mischiate la candeggina con l’acqua tiepida in un contenitore spray. Se utilizzate un recipiente già usato in precedenza prestate attenzione a che sia ben pulito di modo da evitare che la candeggina venga a contatto con altre sostanze provocando reazioni chimiche indesiderate;
    2. Spruzzate la soluzione di candeggina e acqua nelle fughe del pavimento e lasciate agire per venti minuti;
    3. Grattate le fughe con una spazzola per rimuovere lo sporco incrostato e risciacquate con acqua diverse volte;
    4. Lavate il pavimento, infine, con un detergente abituale e lasciatelo asciugare.
  • Bicarbonato
    1. Create una pasta densa mischiando bicarbonato di sodio con acqua tiepida;
    2. Spargete la pasta su tutte le fughe e lasciate agire per 30 minuti;
    3. Spazzolate le fessure con una spazzola ed eliminate i residui di bicarbonato con un panno morbido;
    4. Lavate il pavimento come fate normalmente e lasciate asciugare.
  • Aceto
    1. Mischiate l’aceto di vinto bianco con dell’acqua tiepida in un contenitore spray;
    2. Spruzzate la soluzione sulle fughe e lasciate agire per 15 minuti. Questo metodo è particolarmente indicato per il bagno perché l’aceto aiuta a prevenire il calcare e la muffa;
    3. Pulite le fessure con l’aiuto di una spazzola o spazzolino per eliminare lo sporco incrostato;
    4. Risciacquate, lavate il pavimento e lasciate asciugare.
  • Pulitore a Vapore
    Utilizzate un pulitore a pistola come raccomandato dal fabbricante. Indossate magliette a maniche lunghe e guanti di modo da evitare scottature; se subito dopo la pulizia le fessure continuassero ad apparire di colore scuro è raccomandato consultare un professionista per rifare lo stucco.
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Quali sono i vantaggi e gli svantaggi da considerare nella scelta dei sanitari?

ottobre 22, 2017

La scelta dei sanitari è una parte essenziale nell’arredamento del bagno

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi da considerare nella scelta dei sanitari?

 

Scegliere i sanitari giusti nell’arredamento del nostro bagno è estremamente importante nel momento in cui decidiamo che il momento di ammodernare casa o il proprio ufficio.

I fattori da tenere in considerazione nella scelta dei sanitari sono molteplici: da ragioni di gusto estetico sino alla scelta della marca, da caratteristiche che prediligono l’igiene sino a fattori che agevolano la praticità.

Una scelta di sanitari oculata, quindi, deve tener conto di tutto questi fattori oltre a dover considerare anche le caratteristiche strutturali del bagno stesso: è necessario, ad esempio, considerare lo spessore dei muri e le dimensioni del bagno stesso.

In primo luogo, la scelta dei sanitari va fatta di modo che, durante la costruzione o la realizzazione del bagno, si attuino degli accorgimenti, da parte del muratore o dell’idraulico, atti a permettere l’installazione dei sanitari senza incorrere in complicazioni varie al momento della posa degli stessi.

Se invece si tratta di una sostituzione di vecchi sanitari, la scelta sarà fortemente condizionata dalla disposizione pre-esistente degli scarichi, si andrà quindi a scegliere un tipo di sanitario, in ogni caso, simile a quello da sostituire. Una scelta che quindi non deve ricadere sul colore, ma più che altro per il tipo di collocazione e fissaggio.

Attualmente sono in commercio tre principali tipi di sanitari:

  • i sanitari tradizionali a pavimento;
  • i sanitari a filo muro / parete;
  • i sanitari sospesi.

Esistono in realtà anche i “sanitari a scomparsa”, ma sono ad oggi una soluzione abbastanza di nicchia e limitata ai casi in cui le dimensioni del bagno siano realmente ristrette.

Analizziamo quindi i pro ed i contro di queste varie tipologie:

Sanitari tradizionali a pavimento

Sanitari tradizionali a pavimento

E’ il tipo di sanitario più usato. Questi sanitari hanno lo scarico (facendo riferimento al WC) a pavimento e la cassetta dell’acqua posta in alto o murata nel muro. Il WC, inoltre, può anche avere una cassetta “a zaino” posta esternamente al muro e subito sopra il WC.

I vantaggi di questo tipo di sanitari è il seguente:

  • Sono estremamente semplici da montare e richiedono unicamente di essere fissati al pavimento con dei semplici tasselli;
  • Il fatto di essere “appoggiati” al pavimento fa si che il loro peso, assieme al peso dell’utilizzatore si distribuisca uniformemente, favorendone, quindi, una maggiore durata nel tempo;
  • Nel caso del vaso con cassetta “a zaino” è presente anche il vantaggio di una manutenzione, in caso di guasti, molto più semplice.

Quali sono gli svantaggi di questa tipologia di sanitario?

  • I sanitari tradizionali a pavimento sono in genere più ingombranti;
  • La pulizia e quindi l sanificazione è resa difficoltosa dal fatto che sono distanziati dal muro, ma non abbastanza da consentire di passare comodamente lo straccio dietro di essi;
  • I vasi con la cassetta “a zaino” favoriscono la manutenzione della cassetta in modo più semplice, ma causano una maggiore emissione acustica durante il caricamento dell’acqua.

Sanitari a filo del muro

Sanitari a filo del muro

Questo tipo di sanitario si colloca a metà fra i sanitari tradizionali a pavimento e quelli sospesi, perché seppure avendo lo scarico a pavimento (o a muro) non hanno alcuno spazio al di dietro di essi ed è per questo che vengono definiti “a filo muro”.

I vantaggi sono molteplici:

  • Estetica, igiene e praticità. I sanitari sono aderenti al muro e quindi le operazioni di pulizia sono più agevolate e garantiscono una maggiore igiene;
  • Durante la pulizia non si rischia di toccare tubi, flessibili, raccordi, ecc… con il conseguente rischio di danneggiamento degli stessi. Tutti gli scarichi restano coperti dal sanitario stesso.
  • Si guadagna spazio;
  • Questo tipo di sanitari possono avere lo scarico sia a muro che a pavimento, tramite appositi raccordi.

Quali sono gli svantaggi?

  • Se il muratore, l’intonacatore, il piastrellista e l’idraulico non hanno eseguito il lavoro a regola d’arte, c’è un forte rischio che si per il “a filo muro”, ma che si presenti una antiestetica intercapedine fra il muro ed il sanitario;
  • Se lo scarico non è posizionato alla perfezione, potrebbero essere necessari onerosi, e non sempre possibili, lavori di riposizionamento dello scarico.

I sanitari sospesi

I sanitari sospesi

Questo tipo di sanitari sono quelli più utilizzati negli ultimi dieci anni ed hanno, sin da subito, trovato una grande “accoglienza” per il loro effetto “leggerezza”, nonché perché sono stati in grado di interrompere la monotonia dei sanitari da bagno.

Tanti i vantaggi:

  • Impatto estetico grandioso, specie per i bagni moderni;
  • Non essendo appoggiati a terra non trasmettono vibrazioni sonore alla struttura dell’edificio;
  • Maggiore silenziosità delle tubazioni di scarico che vengono collocate nell’intercapedine della parete;
  • Maggiore igiene considerando quanto sia semplice pulire il pavimento al di sotto di essi;
  • Non toccando il pavimento non necessitano di giunture in silicone che si degradano nel tempo;
  • Minore ingombro rispetto ai tradizionali sanitari su citati.

Quali gli svantaggi?

  • Per collocarli è necessario lo scarico a muro;
  • il muro deve avere una profondità di almeno 12 cm al netto di intonaco e piastrelle, sia per poter sostenere lo scarico (e la persona) sia per consentire l’installazione dello scarico a muro;
  • Se il muro non è sufficientemente spesso, è necessario prevedere la realizzazione di una muratura supplementare per contenere lo scarico aumentandone l’ingombro;
  • Sono potenzialmente più soggetti, nel tempo, a movimenti, specie se non sono stati posizionati “a dovere”, rispetto a quelli che poggiano a pavimento.

Quali sono i sanitari che hai scelto per la tua casa o per il tuo ufficio? Hai bisogno di altri consigli? Vieni a trovarci nel nostro Showroom e scopri di persona quali sono i sanitari più adatti a te!

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5 fattori da considerare prima di scegliere una porta blindata

ottobre 14, 2017

5 fattori da considerare prima di scegliere una porta blindata

Quali sono i 5 fattori da considerare quando si sceglie una porta blindata per il proprio appartamento o per il proprio ufficio?

Quando si è in procinto di acquistare una porta blindata è bene tenere a mente che questa non solo sarà una ottima difesa contro ladri e malintenzionati, ma anche che è un elemento fondamentale dell’abitazione e deve mantenere nel tempo tutte le qualità funzionali ed estetiche.

Nella scelta della porta blindata, quindi, oltre all’aspetto estetico curato è bene considerare altri fattori come:

  • classe di resistenza all’effrazione;
  • isolamento dal rumore;
  • isolamento termico;
  • tenuta alle intemperie;
  • marcatura CE.

Analizziamole nel dettaglio:

Classe di resistenza all’effrazione di una porta blindata

La scelta di una porta blindata deve essere condizionata anche dal rischio effettivo che “corre” l’abitazione di subire uno scasso.

I prodotti si classificano in sei diverse classi (dalla 1 alla 6):

  • La classe 3 è consigliabile per appartamenti signorili con beni di lusso;
  • La classe 4 è preferibile per villette e case unifamiliari;
  • Le classi 5 e 6 sono più adatte ai negozi.

Le 6 classi Europee possono essere meglio spiegate nel dettaglio:

Classe 1
E’ resistente ad uno scassinatore che voglia adoperare unicamente la forza fisica per forzare l’ingresso, è indicata unicamente per magazzini contenenti un basso valore.

Classe 2
Può resistere ad uno scassinatore “occasionale”, ovvero dotato unicamente di attrezzi semplici per tentare di forzare la porta (cacciaviti, tenaglie, ecc…). Una porta di questa classe è consigliata per uffici o edifici industriali.

Classe 3
Una porta blindata appartenente a questa classe è capace di resistere ad effrazioni sollecitate con carichi statici e dinamici o con attrezzi più “elaborati” (piede di porco, cacciaviti, pinze, ecc…). Può essere installata come porta di uffici, edifici industriali e come porta di villette signorili.

Classe 4
E’ una porta capace di resistere a tentativi di effrazione effettuati sia con carichi statici e dinamici, sia con attrezzi manuali ed elettrici (martello, scalpello, ascia, cesoia, trapano elettrico, ecc…). E’ particolarmente indicata per banche, orologerie, ospedali, impianti e laboratori industriali, villette signorili.

Classe 5
Particolarmente indicate per prevenire l’effrazione di uno scassinatore esperto che utilizzi attrezzi elettrici come trapani, seghe, mole, ecc… E’ adatta per banche, gioiellerie, ambienti militare e ambasciate.

Classe 6
Resiste ad uno scassinatore dotato di attrezzi elettrici ad elevata potenza. Particolarmente indicata per banche, gioiellerie, impianti nucleari, ambienti militari, ambasciate, ecc…

Ecco un PDF con un breve riepilogo delle classi ed il conseguente uso: link

Isolamento dal rumore (isolamento acustico)

Nella scelta della porta blindata è bene tenere in considerazione anche l’acustica o l’isolamento dal rumore fornita da questa. Ovviamente più alto è il valore e più elevato è il potere isolante.

L’acustica si misura in dB, ecco alcuni esempi di suoni e rumori che la descrivono:

Tabella con con alcuni esempi di valori in decibel per suoni o rumori.

Un esempio da tenere in considerazione è il seguente: nel caso di una presenza di un livello di suono / rumore di 80 dB / 90 dB (traffico intenso), se scegliamo una porta con isolamento acustico pari a 40 dB questa ridurrà sensibilmente la sensazione di disturbo sino a 50 dB (musica a basso volume).

Capacità di isolare termicamente

Altro elemento molto importante da considerare nel momento di acquisto di una porta blindata è la capacità di isolamento termico.

L’isolamento termico è la capacità di impedire lo scambio tra due ambienti divisi dalla porta blindata. Più il valore è vicino allo 0 migliore è la capacità di impedire il passaggio di calore dal locale più caldo al locale più freddo.

Secondo le nuove normative di legge, inoltre, il valore della “trasmittanza termica” è un requisito di legge nelle nuove costruzioni ed in alcuni interventi di ristrutturazione.

Nella scelta della porta blindata bisognerà tener conto di dove questa verrà installata:

  • Se installiamo la porta blindata in un interno, si pensi ad un condominio, dividendo quindi due ambienti con condizioni climatiche molto simili, sarà sufficiente un valore termico Ud (U door) di 1.8.
  • Se installiamo la porta blindata come porta d’esterno, ovvero dividendo ambienti con caratteristiche climatiche nettamente diverse, è consigliabile un valore termico Ud fra 1.2 e 1.6.

La tenuta alle intemperie

Per tenuta alle intemperie si intende la resistenza della porta blindata ad aria, acqua e vento.

E’ chiaramente un valore che va considerato unicamente per l’esterno.

Se la porta blindata va a contatto con l’esterno è bene dotarla di un kit termico allo scopo di migliorarne le prestazioni di tenuta all’acqua, all’aria e al vento.

Il kit termico è composto da una particolare soglia, una speciale guarnizione ed una particolare lavorazione dell’anta, va scelto al momento dell’acquisto in abbinamento con un pannello adatto all’esposizione all’esterno.

Marcatura CE

Dal 1 Febbraio 2010 la legge prevede che tutte le porte pedonali esterne siano conformi alle direttive CE e che siano marcate come tali.

Tale marcatura obbliga il produttore a sottoporre i manufatti a severi test presso laboratori riconosciuti, a dichiarare le loro prestazioni e a garantire che le prestazioni dichiarate siano effettive. La marcatura CE è un’importante conquista a tutela del consumatore, che ha la certezza che i prodotti soddisfino i requisiti previsti dalla direttiva Materiali da Costruzione e dalle specifiche norme di prodotto, e ha modo di valutarne le prestazioni che sono esposte in un’apposita etichetta.

Hai bisogno di maggiori informazioni riguardo la scelta della tua porta blindata?
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6 buoni motivi per scegliere una caldaia a condensazione anziché una convenzionale

ottobre 4, 2017

6 buoni motivi per scegliere una caldaia a condensazione piuttosto di una convenzionale?

Le caldaie a condensazione sono tra i sistemi di riscaldamento più innovativi in commercio negli ultimi hanno ed hanno, infatti, stravolto il settore del riscaldamento perché grazie al recupero dei fumi di scarico utilizzati per riscaldare l’acqua, consentono un risparmio in bolletta molto elevato.

La dimensione di una caldaia a condensazione in luogo di una caldaia classica è invariata, e nonostante il risparmio sia assicurato ad oggi persistono le installazioni di caldaie convenzionali in luogo di quelle a condensazione. Questo è dovuto alla poca informazione che si ha in merito a questa tecnologia.

Ecco, quindi, 6 buoni motivi per scegliere una caldaia a condensazione piuttosto di una caldaia convenzionale:

  1. Le caldaie a condensazione sono adatte a qualsiasi tipo di abitazione
    Le caldaie a condensazione possono essere installate in qualsiasi tipo di abitazione, quello che varia è ovviamente la potenza della caldaia che dovrà essere in grado di riscaldare tutte la superficie dell’abitazione. Chi suggerisce che le caldaie a condensazione non sono adatte ad alcune abitazioni non suggerisce le risposta corretta: di fatti l’unica tipologia di caldaia in grado di raggiungere le classe energetica A è proprio quella a condensazione;
  2. Le caldaie a condensazione sono l’ideale per chi ha un impianto a radiatori o a pavimento
    La caldaia a condensazione per il riscaldamento dell’acqua ha consumi notevolmente inferiori rispetto ad una caldaia tradizionale, è adatta quindi a chi deve riscaldare casa con un impianto a radiatori.
    La massima resa di una caldaia a condensazione si ha quando la si combina con un impianto di riscaldamento del pavimento, in quanto l’acqua in emissione si aggira attorno ai 30°C.
  3. Il prezzo di una caldaia a condensazione e direttamente proporzionale al suo rendimento
    Sebbene una caldaia convenzionale costi meno, la resa ed il risparmio generato, anche se di ultima generazione, sono nettamente inferiori rispetto ad una caldaia a condensazione, che consente di risparmiare fino al 30% sulla bolletta.
    Se è vero che l’investimento iniziale è di poco maggiore per l’acquisto di un modello a condensazione, chi sostituisce una vecchia caldaia con una a condensazione può anche usufruire delle detrazioni finscali fino al 65%, così da pagare l’installazione meno della metà.
  4. Per scaricare la condensa è sufficiente una canalizzazione, come quella del tubo per il condizionatore
    Il tubo per lo scarico della condensa può essere inserito nelle normali canaline presenti nelle abitazioni, anche grazie al diametro di soli 5 mm. La condensa si smaltisce facilmente grazie a kit non invasivi che sono integrati nella caldaia, e con l’aiuto di una piccola pompa, il tubo può raggiungere condotti di scarico a molti metri di distanza e dislivello.
  5. I fumi possono essere scaricati direttamente a parete o convogliati nei camini esistenti utilizzando degli appositi condotti flessibili
    Con il Decreto Legislativo 102/2014 è stata introdotta una nuova forma di scarico, quella a parete, molto più semplice e comoda per agevolare l’installazione di caldaie a condensazione e caldaie convenzionali a gas a camera stagna.
    E’ necessario prestare attenzione ai terminati di scarico dei fumi a parete, in quanto dovranno essere posizionati in osservanza della norma UNI 7129/08.
  6. Le caldaie a condensazione hanno la Certificazione ErP, obbligatoria dal 26 Settembre 2015 per i sistemi di riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria
    Al contrario delle caldaie a condensazione con Certificazione ErP, quelle convenzionali non sono certificate perché non rispondono alle normative europee per quel che riguarda il risparmio energetico. Dal 26 Settembre 2015, inoltre, non è più possibile produrre caldaie che non rispettino questa normativa. Chi acquista una caldaia senza etichetta energetica, sta acquistando un prodotto obsoleto.

Se acquisti degli elettrodomestici scegli una Classe B o una Classe A?
Sta a te scegliere se commisurare il risparmio iniziale, pagando di più nel tempo, o fare un piccolo investimento iniziale, garantendoti un grande risparmio nel lungo periodo.

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Caldaia Ithalterm a Condensazione City Plus 24 HE (Info / Acquista Online)

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Caldaia ITALTHERM a condensazione City Plus 24 HE

settembre 23, 2017
Caldaia a Condensazione Ithalterm

Cos’è una Caldaia a Condensazione?

La caldaia a condensazione si differenzia da quelle ad acqua calda in quanto si ha una condensazione del vapore acqueo dei fumi di scarico, questo ha come conseguenza una maggiore efficienza energetica rispetto ad una caldaia tradizionale.

City Plus HE

Perché scegliere una Caldaia Italtherm?

La Gamma City Plus Italtherm è la scelta ideale per tutti coloro che necessitano di un riscaldamento efficiente in grado di adattarsi a qualsiasi tipo di impianto.

  1. Risparmi Gas fino al 40% ed elettricità fino al 50%
    Il condensatore consente di recuperare il calore latente nei fumi incrementando il rendimento energetico.
    Il circolatore a modulazione elettronica ottimizza la potenza elettrica assorbita dalla pompa in funzione della richiesta termica dell’impianto, ottenendo sensibili miglioramenti per quel che riguarda il rendimento complessivo del modulo termico.
  2. Passaggi Acqua maggiorati
    La caldaia Italtherm offre, grazie all’uso di passaggi d’acqua maggiorati, una tecnologia di condensazione anche per impianti tradizionali ad alta temperatura.
  3. Componenti di qualità per una maggiore affidabilità 
  4. Certificazione RANGE RATE 
    E’ possibile regolare la potenza nominale della caldaia in base all’effettivo fabbisogno energetico di modo da eliminare tutti gli sprechi ed aumentare, allo stesso tempo, l’efficienza dell’impianto.

City Plus HE

Quali sono le caratteristiche principali di una Caldaia Ithalterm City Plus 24 HE?

  • Condensatore lato fumi in acciaio Inox
  • Ideale per sostituzioni in impianti ad alta temperatura
  • Certificata RANGE RATED: la portata termica massima della caldaia si può adeguare all’effettivo fabbisogno termico dell’impianto
  • Circolatore a modulazione elettronica completa high efficiency (ErP ready)
  • Dimensioni ultracompatte (L=400 H=700 P=300)
  • Può essere installata all’interno oppure all’esterno in luogo parzialmente protetto (temperatura 0÷60°C)
  • Predisposta per il funzionamento con comando remoto
  • Doppia termoregolazione, ideale per impianti misti
  • Protezione elettrica IP X4D
  • Elettronica a microprocessore
  • Funzione spazzacamino
  • Valvola a tre vie elettrica
  • Gruppo idraulico rame ottone
  • By-pass automatico esterno allo scambiatore
  • Vaso espansione 8 litri

Dal 14/09/17 fino al 31/12/17 è in super promozione al prezzo di € 725,00 +IVA.
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Maggiori Informazioni: PDF

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Stufa a pellet “Small” – linea VZ

settembre 16, 2017

Stufa a pellet small linea vz

Cos’è una Stufa a pellet? In cosa si differenzia dalle normali stufe?

La stufa a pellet funziona in modo simile ed è esteticamente simile ad una stufa a legna, con la sola differenza che utilizza un combustibile solido chiamato pellet.

Le stufe a pellet sono considerate più ecologiche rispetto alle normali stufe a legna, in quanto vengono di norma utilizzati scarti di lavorazione del legno (segatura, ecc…); quindi non risulta più necessario abbattere nuovi alberi per poter rendere possibile il funzionamento della stessa.

Le differenze principali rispetto ad una normale stufa sono:

  • necessità di un collegamento elettrico come un normale elettrodomestico;
  • funziona in modo totalmente automatico, sfruttando il serbatoio contenente il pellet;
  • è di facile manutenzione, inoltre elimina gli sforzi fisici per il trasporto della legna dall’esterno all’abitazione.

Stufa a pellet "Small" Linea VZ

 

La Stufa a pellet “Small” della linea VZ è caratterizzata da un design sobrio e gradevole e considerando il suo ridotto ingombro è particolarmente adatta per essere collocata in piccoli ambienti

 

La stufa a pellet “Small” è super accessoriata:

  • cassetto porta cenere estraibile braciere (crogiolo) in ghisa che ottimizza la combustione del pellet;
  • centralina elettronica con 5 livelli di potenza;
  • cronotermostato settimanale;
  • sonda di controllo temperatura fumi;
  • sonda rilevamento temperatura ambiente;
  • sonda di sicurezza controllo temperatura contenitore pellet;
  • console di comando digitale e radiocomando;
  • pressostato di sicurezza per controllo canna fumaria;
  • vetro autopulente;
  • uscita canna fumaria superiore o posteriore;
  • facile accesso ai componenti interni per manutenzione.

Dal 14/09/17 fino al 31/12/17 è in super promozione al prezzo di € 710,00 +IVA.
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